lunedì 4 aprile 2011

Orti sui tetti, accade a Torino

La voglia di mangiare bio, genuino e sano ha spinto un gruppo di torinesi a coltivare sul tetto della propria abitazione pomodori, insalata, zucchine, ravanelli…e ancora fagiolini, melanzane…per tutti i gusti e i palati. L’esperimento, fatto in via Goito 14 a Torino ha poi dato un’altra idea ai fondatori di Studio 999: insegnare a coltivare verdure e ortaggi sui tetti.




In occasione di Paratissima 2010, la mostra-happening di arte contemporanea, dal 3 al 7 novembre nel quartiere di San Salvario a Torino, il laboratorio Oursecretgardensarà aperto a tutti coloro vogliono provare a realizzare un orto sul tetto della propria casa, nel cuore di una grande città come Torino. Studio 999 offre consulenza tecnica e botanica: i benefici per l’ambiente e per la salute si scopriranno passo passo, quando con soddisfazione i contadini della città potranno assaporare le verdure e gli ortaggi di loro produzione.
Ma come si coltiva un orto sul tetto? Per prima cosa, come spiega uno dei tre soci diStudio 999l’architetto Elena Carmagnani

Bisogna capire se il tipo di tetto di cui disponiamo può essere adatto, se regge, quali verdure piantare in quale periodo. Prima di iniziare, certo, bisogna ottenere l’autorizzazione nell’assemblea condominiale.
Il loro progetto bio, a cui hanno collaborato una decina di famiglie, si svolge su una porzione perimetrale del tetto piano dello studio, per un’area di circa 40 mq. A cavallo tra il mese di giugno e quello di luglio i coltivatori urbani hanno raccolto i primi frutti del loro lavoro, e a settembre hanno piantumato le specie autunnali e invernali. I prodotti della terra sono coltivati rigorosamente in modo biologico, senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti. E’ stata un’esperienza gratificante e anche un modo per socializzare con gli altri inquilini dell’edificio, una dimostrazione di cohousing, e poi si tratta di mangiare a km zero.
Un’isola di benessere capace di irradiarsi nel quartiere e di rappresentare un modello di abitare alternativo.




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